Biografia

La vita di Alfredo Martinelli

“..considerava il suo bene migliore conservare il suo nome occulto per sempre in mezzo ai suoi monti, che recarlo nei tumulti arroganti o nelle adunate vanitose delle città..”  [L’Autore]

Alfredo Martinelli nacque a Davos (Canton Grigione Svizzera) il 15 giugno 1909 da Cesare Martinelli e Maria Caterina Chiodini, valtellinesi di Semogo che allora gestivano un albergo in Svizzera. A pochi mesi portato in un gerlo attraverso il Flüela Pass rientrò in Italia a Semogo in Valdidentro dove trascorse infanzia e gioventù con i suoi cinque fratelli “all’aria di Dio”.

Le vicende della vita lo costrinsero a lasciare prima la Valdidentro e a stabilirsi a Bormio poi a Tirano dove rimase finchè negli anni trenta parti con il padre Cesare e il fratello Ilario per l’Africa nella regione di Harar (Ethiopia) dove gestivano una segheria. Il periodo trascorso in Africa fu denso di avvenimenti e forti emozioni: là conobbe la sua futura moglie, si sposarono e vissero la dura esperienza della guerra e della lontananza. Fu segnato nel corpo e nello spirito dalla reclusione in un campo di concentramento inglese, ma niente modificò la sua indole aperta e generosa.

Alfredo Martinelli
Alfredo con sua moglie Amelia – Harar, Etiopia

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Rientrato in Italia da Mogadisho l’11 novembre 1946 si diplomò, fu maestro elementare a Madonna di Tirano, stimato e ricordato con affetto da tanti suoi alunni dei quali sapeva vedere e valorizzare i talenti.

Fu dagli anni ’50 in poi che iniziò a scrivere – la sua grande passione – articoli sui giornali locali “L’eco delle Valli” e “Il Corriere della Valtellina” e interessandosi sempre più alla ricerca di storie e leggende valtellinesi con l’unico scopo di trasmettere alle future generazioni l’amore per quella civiltà montanara che un progresso falso e cieco avrebbe svilito in pochi anni.

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Alfredo Martinelli – Sondrio 1984

La cultura valtellinese nei suoi racconti “è sentita non studiata” perché è amata e il turismo che vedeva per la Valtellina non poteva che essere in sintonia con questo grande amore per le sue montagne. E quanto fece! Basta ricordare che fu Alfredo Martinelli a chiamare Livigno “Piccolo Tibet” nel 1967 in occasione della promozione turistico –sportiva di questo luogo.

Oggi si parla di Livigno “Piccolo Tibet” in tutto il mondo, ma nessuno si ricorda di chi così lo battezzò!

La sua produzione fu enorme: articoli, saggi storici, raccolte di racconti.. Verso la metà degli anni ’60 si trasferì a Sondrio e qui rimase; mori il 13 agosto 1988 l’anno successivo all’alluvione che colpì la Valtellina e fece scomparire Sant’Antonio Morignone che rimarrà immortale nei suoi racconti.

PRODUZIONE LETTERARIA

Figure Valtellinesi del Risorgimento – Ed Bonazzi Sondrio 1959-1960

L’erba della memoria – Ed Piccolo Tibet 1964

Livigno Piccolo Tibet  – Ed Piccolo Tibet 1967

Terra e anima della mia gente – Ed Piccolo Tibet 1973

..Per le valli dell’Adda e del Mera Racconti Valtellinesi di Alfredo Martinelli – 1980

La voce del passato – Ed Piccolo Tibet 1978

L’erba della memoria ristampa – Ed Bissoni Editore 1982

Livigno: valle convalli chiese e contrade – Ed Piccolo Tibet 1984

Sospiri e palpiti fra i miei Retici monti – Ed Piccolo Tibet 1990

Inoltre contribuì con racconti ed articoli. sul Grigione Italiano, Il Corriere della Valtellina , Eco delle Valli..

 

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